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Cantar Lontano festival - la prima settimana Stampa
venerdì 25 giugno 2010
La trepidante attesa è stata ripagata, la curiosità si è trasformata in emozionato stupore nel coinvolgimento generale di un pubblico sempre presente e appassionato che è diventato nel corso del tempo parte essenziale del festival. Il festival Cantar Lontano ha preso il largo lo scorso fine settimana, salpando dal porto di Ancona.

news1.jpgI lavori si sono aperti venerdì 18 giugno nella chiesetta di Portonovo con l'incontro "Ut Architectura Musica: gli antichi luoghi del canto" a fare il punto sullo stato di conservazione degli antichi luoghi della Musica. La situazione che è andata delineandosi ha evidenziato come le lacune in questo ambito, non siano tanto di carattere legislativo, quanto imputabili alla mancanza di una cultura artistica da parte di operatori, architetti, ingegneri che si approcciano al processo di ristrutturazione di un luogo sacro da un punto di vista specialistico ma senza la consapevolezza di uno sguardo d'insieme. In questo modo vengono messi inevitabilmente in secondo piano fattori determinanti come la storia del luogo, la sua importanza culturale e artistica che infieriscono sulla progettazione acustica: quello che spesso si dimentica infatti è che le chiese sono luoghi di culto progettati per elevare al cielo le preghiere che erano musica. Nascono quindi con le stesse esigenze strutturali di teatri e auditori rispetto alla fruibilità del suono.

news6.jpgL'architetto Emanuela Vai ha presentato un suo studio molto accurato e dettagliato sulla costruzione della basilica palatina di Santa Barbara di Mantova, sulle cui cantorie spesso  si aggirò Claudio Monteverdi. Da questa analisi si evince quanto stretti siano i rapporti tra la progettazione architettonica e l'esigenza di far vibrare il suono all'interno della chiesa in maniera adeguata, tanto che la struttura palatina risulta essere stata costruita con gli stessi presupposti di un teatro.

Diego Fratelli ha parlato dello stretto legame tra la pietra, il materiale per eccellenza con il quale sono costruite le basiliche, e il suono; giungendo alla conclusione che sono soprattutto i monaci, i preti o chi ha direttamente a che fare con il mondo sacro a dover essere in primo luogo artisti. Nelle religioni ortodosse dell'Est è tuttora in uso l'adagio: "Vuoi fare il prete? Fammi sentire come canti" a sottolineare la necessità di sensibilità, e capacità artistica alla base della conoscenza.

news4.jpgAllo scoccare della mezzanotte le parole hanno ceduto di buon grado il posto alla musica di Vincente Dumestre e Claire Lefilliâtre. Vanitas Vanitatum è stata un'esecuzione impeccabile sotto tutti i punti di vista: intonazione, ritmo, suono e tecnica. La voce tersa e lucente della soprano Claire Lefilliâtre ha stregato il pubblico di già rapito dalle acrobazie di Vincente Dumestre sull'esile chitarra barocca. Il canto a una voce che corre sui richiami dello strumento a corda ha sublimato in musica un'unione che i due artisti hanno anche nella vita.

Ascolta il secondo bis icon Portonovo - Vincente Dumestre - il secondo bis (6.64 MB)


Sabato 19 giugno è stato il giorno del grande concerto al porto di Ancona.

Il tempo incerto e minaccioso non è stato, da principio, dei più incoraggianti ma sembra proprio che anche Nettuno avesse voglia di assistere all'Ave Maris Stella il concerto dedicato alle storie, le melodie e i suoni del mare e del porto, concedendoci alla fine i suoi favori.

news2.jpgPiù di 700 persone si sono raccolte sul molo della banchina 15 tra le gru e il pontone AD3, al centro di un bacino sonoro dove anche le voci e le note più lontane si sono armonizzate e accese in maniera esaltante. I comandanti delle navi, guidati dai Maestri di musica, hanno cadenzato a intermittenza le musiche rinascimentali, inserendosi nella polifonia creata dai cantori, posizionati sulle gru e sul tetto del pontone, con la tecnica del Cantar Lontano.

news3.jpgTutta la città è stata coinvolta. Fin da San Ciriaco si è potuto ascoltare il canto, e anche le navi che in quel momento si trovavano a transitare per il porto hanno cominciato a suonare. Belle le parole di uno dei comandanti delle navi che ha dichiarato: "Ci avete regalato un pezzo di vita". Malgrado l'enorme distanza la polifonia ha funzionato correttamente e il pubblico, con lo sguardo in aria, ha potuto godere di un ascolto di qualità grazie anche alle straordinarie capacità tecniche dei cantori del Cantar Lontano: Mauro Borgioni, Alessandro Carmignani, Fabio Fùrnari e Walter Testolin. Uno spettacolo riuscito grazie alla collaborazione, il coinvolgimento e la voglia d'esserci dei comandanti delle navi, della cittadinanza e delle autorità portuali e alla determinazione del Maestro Marco Mencoboni che ha diretto il bizzarro ensamble dall'alto di una piattaforma mobile al centro della banchina.
news5.jpgIl concerto si è concluso con un prolungato applauso e si è trasformato in una festa con la festosa invasione del pontone da parte del  pubblico presente.

Rivivi il finale del concerto icon Ave Maris Stella - il finale (8.01 MB)

Chi era presente domenica 20 giugno alla Santa Casa di Loreto ha potuto assistere ad un concerto emozionante, che ha avuto il pregio di unire due culture vocali antichissime e lontane tra loro come quella sarda dei tenores Goine e quella pugliese dell'ensamble Calixtinus, che si sono mirabilmente fuse in un suono fiammante.

Una sonorità particolare che viene direttamente dalle profondità  della vocalità popolare tradizionale, gutturale, pungente e al tempo stesso elegante che è stata particolarmente apprezzata. I beneficiari della serata hanno potuto ascoltare il capolavoro di Guillaume de Machault, la Messe de Notre Dame, in una veste nuova, particolare e avvincente che ha suscitato notevole interesse.

Ascolta un estratto del concerto icon Loreto - Messe de Notre Dame (7.84 MB)



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Ultimo aggiornamento ( lunedì 28 giugno 2010 )
 
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